Crisi del settore immobiliare, cala la richiesta di mutui e poche svendite

Crisi del settore immobiliare nel 2012

Le difficili condizioni economiche stanno continuando a tergiversare sul nostro paese. E’ di pochi giorni fa l’annuncio rilasciato dagli enti di settore nel quale viene dettagliatamente analizzato il fatto che la richiesta dei mutui si è praticamente dimezzata in questo primo trimestre del 2012, adesso tocca al settore immobiliare privato, anch’esso ricco di scetticismi e previsioni “buie”, in merito proprio alla compra-vendita di immobili.

I proprietari di casa infatti non vogliono assolutamente rinunciare alle proprietà, poiché in questa situazione di blocco totale, vi è un concreto rischio di svendere gli immobili, visti i prezzi comunque in leggera flessione e le richieste dei mutui al collasso. Gli stessi acquirenti poi, preferiscono aspettare una ripresa del mercato, che secondo alcune previsioni, ci auguriamo sensate, dovrebbe avvenire, ma non prima del 2014.

A destare preoccupazione anche la crescente tassazione, da parte degli acquirenti, che tuttavia non ha minimamente scalfito i proprietari, i quali, nonostante la salata Imu, non vogliono rischiare di vedersi svalutati i propri immobili, per la “fretta” di vendere in un mercato praticamente fermo.

L’unica convinzione positiva riguarda gli investitori, i quali, proprio per i motivi sopra indicati, possono adesso tentare un colpo di mercato a prezzi veramente irrisori, proprio a discapito della situazione di crisi che il settore immobiliare sta vivendo in questi momenti.

Chi ha bisogno di liquidità infatti accetterà di consueto di vendere i propri immobili a prezzi decisamente più bassi rispetto alla media del mercato, e ciò potrà senza dubbio favorire proprio gli investitori, che in futuro si troveranno fra le mani un gran capitale da gestire.

Nonostante ciò, i livelli di immobili invenduti sono altissimi, e le stesse agenzie faticano a piazzare in particolar modo locazioni “alternative”, come ville o case indipendenti, ad oggi non comprabili, almeno nei più grandi centri urbani d’Italia.


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