L’Inpdap ora permette l’allattamento anche ai padri

Tutela della paternità anche per gli iscritti Inpdap

Dopo un lungo periodo di dibattito, a seguito di un’ulteriore circolare esplicativa dell’Inps, finalmente anche l’Inpdap ha chiarito la sua posizione in merito alla normativa riguardante la possibilità d’allattamento, riferita anche ai padri.

La legge, come sappiamo, consente numerose agevolazioni lavorative per i primi mesi successivi alla nascita di un bambino, agevolazioni che riguardano ore giornaliere, riposi ed assenze giustificate per eventuali controlli, ed anzi, negli ultimi anni, la normativa è stata sempre migliorata e perfezionata al fine di favorire tutte quelle mamme lavoratrici prima impossibilitate ad allevare con cura il proprio figlio.

Adesso, con le nuove regole, anche i padri possono ricevere gli stessi identici permessi ed agevolazioni delle madri, qualora solo ed esclusivamente la madre stessa sia casalinga, e quindi non lavori. In questo caso infatti, spetterà al padre, “rientrare” nella normativa in questione, il quale potrà usufruire di tutti i diritti del caso, presentabili al lavoro, in modo da assistere la moglie per qualsiasi necessità o esigenza del caso.

Secondo le vecchie regole infatti al padre venivano concessi dei permessi straordinari solo in determinate circostanze, come quelle che potevano riguardare possibili visite mediche o di controllo. Adesso invece, il padre usufruirà delle stesse identiche agevolazioni riservate alle neo-madri, a patto ovviamente che le stesse siano casalinghe e appunto non lavorino.

Il padre può quindi adesso usufruire dei riposi giornalieri previsti dal giorno successivo al parto fino ai tre mesi seguenti, ovviamente se rientra in tutti i requisiti del caso, pertanto per tutti i lavoratori Inpdap è finalmente estesa la norma, fino a qualche tempo fa molto frammentata e di difficile interpretazione.

Per qualsiasi ulteriore informazione è possibile fare riferimento all’art 40 del Testo Unico per la tutela della maternità e paternità, Dlgs 151/2001, con i dovuti aggiornamenti delle circolari pubblicate ultimamente dai vari enti previdenziali.


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