Riforma Inpdap 2010 – 2011

La riforma Inpdap 2010-2011

riforma inpdap 2010 2011L’Inpdap ha reso note le nuove regole che riguardano i prestiti destinati ai lavoratori ed ai pensionati del pubblico impiego.

La pubblicazione di tale nuovo regolamento risponde alla consuetudine per la quale, trascorso un certo periodo di tempo, debbano mutare le norme che definiscono i prodotti assicurati dai vari istituti di previdenza sociale.

Secondo tali modifiche, la tipologia dei prestiti viene suddivisa in due categorie fondamentali:

i piccoli prestiti, che hanno un tetto massimo di Euro 8.000, e i prestiti pluriennali, il cui tetto raggiunge un massimo di Euro 50.000.

Per quanto riguarda la prima categoria, ovvero quella dei piccoli prestiti, essi potranno essere annuali, biennali e triennali. I primi, gli annuali, garantiscono un totale corrispondente a un mese di stipendio netto da rendere in 12 rate mensili. I biennali, invece, garantiscono un totale corrispondente a due mesi di stipendio netto da rendere in 24 rate mensili.

I triennali, infine, assicurano una somma corrispondente a tre mesi di stipendio netto che dovrà essere restituita in 36 rate mensili. Sulle somme si pagherà un interesse annuale del 4,25 % sommato al 0,50 % per contributo al fondo rischi.  Inoltre, a determinate condizioni, i piccoli prestiti potranno essere raddoppiati e diventare rispettivamente (per annuale, biennale e triennale) di 2, 4 o 6 mesi di busta paga.

Per quanto riguarda invece la seconda categoria, ossia quella dei prestiti pluriennali, essi cambiano sulla base della spesa da sostenere e, come già detto, possono arrivare a un tetto massimo di 50.000 Euro. Si distinguono in prestiti quinquennali, da restituirsi in 60 rate mensili, e decennali, da restituirsi in 120 rate mensili (ogni rata non può comunque oltrepassare il quinto dello stipendio o della pensione del lavoratore).

Si può fare richiesta per tale tipologia di prestito per motivi specifici, come un trasloco, l’acquisto di un automobile, sopraggiunta calamità o furto per i prestiti di durata quinquennale o come manutenzione o acquisto casa, gravi malattie per i prestiti di durata decennale. Infine, il tasso di interesse è del 3,5% sommato allo 0,5 % per contributo al fondo rischi.


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