La Spending Review è legge

La Spending Review è diventata legge

Con la definitiva approvazione del parlamento, l’ormai nota “Spending Review” è adesso legge dello Stato.

Il pacchetto di misure destinato alla revisione della spesa, come appunto lo stesso termine inglese indica, contiene numerose norme e nuove regolamentazioni, che prevedono dei tagli alla spesa pubblica, in determinati settori e situazioni.

Si inizia ovviamente dagli enti locali, regioni, e provincie.
I comuni dovranno provvedere da soli a finanziare tutti i servizi al cittadino, con la nuova Imu ed altri introiti, poiché i sovvenzionamenti
dello Stato sono stati ridotti, mentre le regioni saranno praticamente obbligate a risanare i propri bilanci, in particolare nel campo della sanità, per ottenere gli aiuti dallo Stato, come di consueto.

In merito alle provincie è previsto il dimezzamento nei prossimi anni, anche se comunque il tema dovrà ancora essere approfondito, e non mancano ulteriori tagli ad auto blu e spese della politica, anche se comunque non del tutto convincenti.

Aumentano le addizionali Irpef per le regioni coi bilanci in rosso, così come si triplicano quasi le tasse universitarie, in particolar modo per gli studenti fuoricorso. In arrivo anche consistenti aumenti per coloro i quali frequentano regolarmente gli atenei italiani.

La tassazione verrà ridotta o comunque non subirà rincari solo a coloro i quali avranno un reddito così detto “basso”, sotto la soglia dei 40mila euro annui.

In campo sanitario, “saltano” i farmaci di marca, poiché dovrà soltanto essere indicato il principio attivo nelle ricette, e di conseguenza il consumatore finale potrà scegliere se comprare i più noti brand o utilizzare medicine “griffate”, così come permangono le spese, anche se ridotte, che le farmacie devono versare al servizio sanitario nazionale.

Fra i punti più importanti, ricordiamo anche l’eliminazione dei tagli previsti alla ricerca, il tetto di stipendio dei manager pubblici fissato a 300mila euro, ed ulteriori fondi per il terremoto dell’Emilia.

Tutte misure che in qualche modo consentiranno di risparmiare diversi miliardi di euro, anche se tuttavia alcuni punti e determinati fattori dovranno essere ulteriormente approfonditi e discussi, stando a quanto detto dai rappresentanti del Governo.


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